I curati.
Nel 1478 fu soppresso il priorato e la chiesa di Santa Margherita divenne chiesa curaziale. Questo significò l'abbandono dei territorio di Vigonza da parte dei monaci agostiniani, anche se non si è in grado di stabilire in maniera netta la data della loro partenza: nel 1570 il curato Francesco de Fidenzi occupava la costruzione dell'attuale Canonica, che l'unico suo predecessore di cui abbiamo notizie, Marco degli Ongari (1510-1517), non aveva potuto utilizzare proprio a causa del protrarsi della presenza dei monaci.
Il periodo curaziale (1478-1771) produsse, come si è già scritto, l'assorbimento della chiesa di Carpane da parte di quella di S. Margherita, tuttavia in quei secoli la parrocchia con tutti i suoi possedimenti e le sue entrate fu affidata alle monache benedettine di S. Maria della Misericordia che provvedevano alla scelta del curato di Vigonza e del curato della piccola chiesa di Carpane e al loro relativo mantenimento mediante il pagamento di un'adeguata retribuzione, consistente in parte in denaro e in parte in prodotti agricoli.
I parroci.
Nel 1771 il curato Pierantonio Campagnaro fu nominato "parroco" di Vigonza, titolo più prestigioso di quello di curato. Con questa nomina la comunità di Santa Margherita diveniva parrocchia autonoma, annettendosi la chiesa di Carpane, divenuta a sua volta chiesa curaziale, e sciogliendosi da ogni genere di vincolo nei riguardi dell'ordine delle benedettine. Il titolo di chiesa "arcipretale" fu invece assegnato presumibilmente nel 1838: in quell'anno, infatti, arrivò, don Francesco Bosello che, a differenza dei suoi predecessori prese a firmarsi "arciprete" nei registri canonici e nei documenti ufficiali.
Nel 1821 venne abbattuta la vecchia chiesa, risalente agli anni della fondazione del monastero, perché considerata fatiscente ed insufficiente alle esigenze della popolazione parrocchiale, le cui dimensioni numeriche andavano sempre più aumentando. La nuova chiesa venne edificata a pianta circolare dietro progetto dell'ingegner Giuseppe Jappelli (1783-1852), realizzatore del famoso Caffè Pedrocchi di Padova, nell'arco di un solo anno. Fin dall'inizio, però la struttura diede gravi segni di instabilità: nel 1834 si decise di abbatterla per erigere l'attuale chiesa ad una navata la cui costruzione venne completata nel 1837.
Il XIX secolo, nonostante la costruzione della chiesa e la sua assunzione del titolo di "arcipretale", dovette essere un momento difficile per la parrocchia di Santa Margherita. La comunità parrocchiale aumentò in maniera consistente le proprie dimensioni nel corso dell''800: se nel 1780 gli abitanti erano 906, nel 1887 erano 1500 e trent'anni dopo, nel 1920 erano 21005 . A quest'aumento non fece, tuttavia, riscontro un miglioramento della vita spirituale: se la pratica religiosa si manteneva su livelli normali con l'adempimento del precetto pasquale da parte di quasi tutta la popolazione, al tempo stesso si verificò la scomparsa di due delle tre Confraternite religiose sorte nel '6006 .
A questo si aggiunse il fatto che dopo il 1866, anno dell'unificazione del Veneto con l'Italia, la parrocchia di Santa Margherita conobbe alcune difficoltà con le amministrazioni comunali7: il controllo della Congregazione di Beneficenza, struttura fondata dalla parrocchia e preposta all'assistenza dei poveri, venne assunto dal Comune, mentre distaccati e freddi furono rapporti con il medico condotto all'epoca una delle massime autorità del paese, che si rifiutava di avvertire il parroco quando l'infermo era in fin di vita8.
Tale situazione di crisi fu probabilmente determinata dalla breve durata della detenzione della carica di parroco da parte dei diversi religiosi che si susseguirono in quest'incarico: se eccettuiamo don Giovanni Bizzotto, che si rimase a Vigonza trent'anni, gli altri sacerdoti si fermarono mediamente sei o sette anni, e in certi casi anche meno. Questa tendenza s'invertì nel '900: tra il 1913 e il 2001 si susseguirono solamente tre arcipreti: don Giuseppe Meggiorin (1913-1950), don Pietro Checchetto (1950-1988) e don Vittorio De Fanti (1988-2001). (continua...)
f C, 1, 2, 3 g