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Le informazioni sotto riportate provengono in massima parte dalle fonti bibliografiche riportate in fondo. E’ attualmente in progetto il riordino della parte storica dell’archivio parrocchiale da cui si dovrebbero ottenere numerose e nuove informazioni. C’è pertanto da parte di chi scrive l’impegno a migliorare questa sezione del sito una volta terminato il lavoro di riordino archivistico.

Vigonza

Il nome "Vigonza", nella variante "Vigoncia", compare per la prima volta in un atto notarile del novembre del 999 con cui Giovanni fu Martino di Sacco assegnò la quarta parte dei suoi beni a sua moglie Giustina "abitatrice in loco Vigoncia".

Pur non esistendo documenti in grado di confermarla, non appare priva di fondamento l'ipotesi secondo cui la denominazione "Vigonza" (o le sue varianti "Vigoncia", "Viguntia", "Vicontia", etc.) debba essere fatta risalire almeno all'epoca delle invasioni barbariche del V secolo. Dall'esame etimologico, infatti, il nome "Vigonza" appare composto di un prefisso "Vigo", che richiama il termine latino "Vicus" che significa villaggio, e dal suffisso "-Onza" che secondo diversi autori rinvia ad un certo Gonzio o Gunzo della stirpe di Attila. Da questo ne deriva che "Vigonza" letteralmente significa (o dovrebbe significare) "villaggio di Gonzo".

La Parrocchia di S.Margherita
Le origini della Parrocchia ed il Priorato.

La parrocchia di Santa Margherita è di origini assai antiche, come testimonia che abbia come patrona proprio questa santa. Essa, infatti, era molto venerata nell'antichità e nel medioevo ed era presente nel novero dei quattordici santi ausiliari cui i cristiani si rivolgevano nei momenti difficili.

I primi documenti attestanti l'esistenza di una comunità religiosa risalgono al 1136 e al 1138, e consistono in due atti notarili con cui alcuni proprietari terrieri del luogo cedevano degli appezzamenti di terra al Monastero di Santa Margherita.

Originariamente, infatti, l'attività religiosa della comunità di Santa Margherita ruotava attorno ad un monastero agostiniano, che assunse il titolo di "canonica" vescovile nel 1155 con diploma pontificio. All'interno di questa comunità monastica l'autorità prima era detenuta dal priore conventuale. Esso aveva il compito di amministrare le terre del monastero e, coadiuvato dai monaci, di seguire e coordinare la vita religiosa della popolazione che risiedeva nei territori circostanti tale struttura monastica.

Non possediamo molte notizie sul periodo del priorato. La difficoltà di trovare informazioni si coglie bene nella lettura dell'elenco dei titolari dell'incarico di priore: "spalmati" nell'arco di trecento anni troviamo, infatti, i nomi di sole cinque persone che ricoprirono questo incarico1 . Tale scarsa disponibilità di informazioni non deve, tuttavia, essere interpretata come un'assenza di avvenimenti importanti per la storia della parrocchia. Nel periodo del priorato si situano alcuni importanti fatti, come la costruzione della prima chiesa di Vigonza, realizzata in concomitanza con la costruzione del monastero, la prima visita pastorale di un vescovo nel 14542 e l'innalzamento dell'attuale campanile, eretto tra il 1454 e il 15103 .

Negli stessi anni in cui fu eretto il monastero sorse la chiesa di Carpane, intitolata ai S.S. Pietro e Paolo. Essa pure apparteneva ai canonici regolari di S. Agostino, tuttavia, come ci fa supporre una testamento del 11924 , in origine doveva esistere come parrocchia autonoma dotata di un proprio rettore. Solo dal 1478 con la soppressione del priorato per opera di papa Sisto IV la chiesa di Carpane fu assorbita dalla curazia di S. Margherita.

f C, 1, 2, 3 g

 

 

1 FELICE GIACOMETTI, Vigonza – Pagine di Storia, Villaggio Grafica, Noventa, 1995, p. 185. I nomi dei cinque priori sono i seguenti: Ermanno, Reudo, Pietro Barbo, Dionisio, Ignazio Sponza.

2 Ivi, p. 15-18. La Visita Pastorale non venne effettuata dal vescovo Antonio Fantin Dandolo in persona, ma dal suo Vicario, Reverendo Diotisalvi.

3 Il campanile reca due scritte, una posta sotto la cella campanaria, sul costone centrale, e l’altra a tre metri dalla base. Esse indicano l’anno di inizio e termine dei lavori di costruzione e individuano nel priore Ignazio Sponza di Venezia e nel curato Marco degli Ongari i due religiosi che coordinarono i lavori.

4 ARCHIVIO CAPITOLARE DELLA CATTEDRALE DI PADOVA, Testamento del 2 ottobre 1192 di Speronella Delesmanini